Calcolatore Cedolare Secca 2026

Confronta cedolare secca (21%, 10% o 26%) e tassazione ordinaria IRPEF sul tuo affitto con aliquote e scaglioni 2026: scopri il regime più conveniente.

Il tuo contratto di locazione

Il canone pattuito nel contratto per 12 mesi (es. 1.000 €/mese = 12.000 €).

Reddito complessivo escluso l’affitto (lavoro, pensione…): serve per calcolare l’IRPEF marginale nel confronto.

Valori anno d’imposta 2026 (aliquote IRPEF L. 199/2025; aggiornato a giugno 2026). Riservata alle persone fisiche che affittano immobili abitativi (categorie A1-A11 escluso A10) fuori dall’esercizio di impresa.

Risultati

Cedolare secca al 21%

2520,00 €

Imposta sostitutiva sul 100% del canone

Tassazione ordinaria IRPEF (stima)

4124,82 €

IRPEF 3762,00 € + addizionali 242,82 € + registro 120,00 €

Risparmio con la cedolare

1604,82 €

All’anno rispetto alla tassazione ordinaria

Dettaglio del confronto

Canone imponibile in regime ordinario11.400,00 €
Aliquota IRPEF marginale sugli altri redditi33%
Prelievo ordinario effettivo sul canone34,4%

Stima indicativa: il confronto ignora le detrazioni personali (che possono ridurre l’IRPEF ordinaria) e usa aliquote medie per le addizionali. Optando per la cedolare si rinuncia inoltre agli aggiornamenti ISTAT del canone per tutta la durata dell’opzione.

Guida e informazioni

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Domande frequenti

Quali sono le aliquote della cedolare secca nel 2026?

21% per i contratti a canone libero (4+4) e i transitori ordinari; 10% per i contratti a canone concordato (3+2, studenti universitari, transitori agevolati) nei comuni ad alta tensione abitativa; per gli affitti brevi (sotto i 30 giorni) l’aliquota base è il 26%, ridotta al 21% per una sola unità immobiliare indicata in dichiarazione dei redditi.

La cedolare secca conviene rispetto all’IRPEF?

Quasi sempre. In regime ordinario il canone (imponibile al 95%, o al 66,5% per i concordati) si somma agli altri redditi e sconta IRPEF progressiva fino al 43%, addizionali e imposta di registro. Con la cedolare paghi un’aliquota piatta e sei esente da registro e bollo. Con 12.000 € di canone libero e 30.000 € di altri redditi, ad esempio, la cedolare al 21% costa 2.520 € contro circa 4.125 € del regime ordinario: oltre 1.600 € di risparmio l’anno.

Cosa si perde scegliendo la cedolare secca?

Si rinuncia alla deduzione forfettaria del 5% (la cedolare si paga sul 100% del canone), agli aggiornamenti ISTAT del canone per tutta la durata dell’opzione, e il reddito non genera detrazioni/deduzioni IRPEF. Inoltre il canone in cedolare rileva comunque ai fini ISEE e di alcuni benefici.

Come funziona la cedolare sugli affitti brevi nel 2026?

L’aliquota base è il 26% (L. 213/2023): puoi indicare in dichiarazione una sola unità immobiliare su cui applicare il 21%. Se destini agli affitti brevi più di 4 appartamenti nell’anno, l’attività è considerata imprenditoriale: serve la partita IVA e la cedolare non si applica più. Restano gli obblighi del CIN e la ritenuta del 21% operata da portali e intermediari.

Chi può optare per la cedolare secca?

Solo le persone fisiche che affittano immobili abitativi (categorie catastali da A1 ad A11, escluso A10 - uffici) al di fuori dell’esercizio di impresa o professione, a inquilini che a loro volta non agiscono in regime d’impresa. L’opzione si esercita con il modello RLI alla registrazione del contratto o nelle annualità successive.

Come si paga la cedolare secca?

Con il modello F24, secondo le stesse scadenze dell’IRPEF: acconto (in una o due rate, al 100% dell’imposta dell’anno precedente) e saldo entro giugno dell’anno successivo. Va comunque dichiarata nel quadro RB del modello Redditi o nel 730.

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